Buonasera,
ultimamente mi sto interrogando sul significato di amicizia.
Mi sono sorpresa a ritrovarmi affezionata ad un gruppo di simpatici ragazzi conosciuti tramite la passione in comune della lettura in un gruppo su Anobii, e all'inverso a lasciare un amica, o almeno quella che ritenevo tale, nella vita quotidiana. Ora mi chiedo, è lo schermo e la tastiera a filtrare le emozioni e renderle più coinvolgenti ed esenti da sbagli, o è la realtà che ci rende più spietati e non ci fa perdonare gli sbagli del prossimo?
Negli gli anni mi sono sentita tradita da molti, ma ho sempre cercato di capire e perdonare, mettendo in discussione soprattutto me stessa, dicendomi che in fondo se ero stata tradita era anche colpa mia, avevo commesso degli errori verso questa persona, e lei aveva reagito di conseguenza, ma ora non riesco più sono diventata categorica, non voglio più avere a che fare con queste persone.
Ma una piccola vocina nella mia testa continua a bacchettarmi le dita, e a ripetermi che quella sbagliata sono io, che mi stanco delle persone facilmente, che non riesco a passare sopra ad episodi tutto sommato banali e privi di significato.
La domanda infine è questa, quanto riesco a mettermi in discussione e a capire senza per questo annullare la mia personalità nella speranza di riuscire a coltivare un rapporto sereno con un'altra persona cheio possa finalmente chiamare amica? La ricerca continua.....
Nessun commento:
Posta un commento